Faramir, lasciato andare Bartenl andò a cercare Anemoee e la trovò seduta a terra con le spalle appoggiate al muro, la vide esausta, pallida sotto la pelle abbronzata, preoccupato Faramir le si avvicinò immediatamente sedendosi a sua volta.
"Anemoee, stai bene?" le chiese dolcemente, sapeva che non era ferita, non fisicamente almeno, egli era consapevole di cosa lei avesse detto all'uomo che era appena andato via, ma intuiva anche quanto le fosse costato farlo, per questo lui aveva acconsentito ad aspettare fuori.
"Mai avrei pensato di arrivare a tanto. Mi sento come se lo stessi tradendo veramente Aragorn!" sbottò Anemoee, ora quasi arrabbiata con se stessa.
"Quello che stai facendo, è l'impresa più coraggiosa e al tempo stesso stupida che io abbia mai sentito mettere in atto!" disse, fermando poi le proteste di Anemoee sul nascere, con un gesto di una mano, "Lasciami finire di parlare! Quello che voglio dire è che stai rischiando la vita, solo per scoprire cosa ha in mente questo nuovo nemico che ci si profila davanti, senza pensare alle conseguenze che ci saranno per te, una volta che ti troverai di fronte a lui! Potresti andare incontro a sorti ben peggiori di una morte in battaglia, per questo forse lo ritengo un po' stupido, ma d'altro canto dobbiamo trovare qualcosa che ci dia un aiuto nel combatterlo e ho deciso di appoggiarti perchè credo in te, e nel fatto che sfrutteremo quel che pare essere un suo chiaro metodo di attacco: la corruzione di personaggi ad alto livello della parte avversaria."
Anemoee si rilassò, ma Faramir non aveva finito.
"Lo sai che ora arriverà lo scoglio più grande, dovrai convincere Aragorn!"
"Hai ragione, dobbiamo tornare a Minas Tirish al più presto!" Anemoee si rialzò da terra rianimata dalla conversazione e dall'idea di dover presentare il suo piano al fratello. "Ma prima dobbiamo lasciare che qualcuno continui per la sua strada, che non fa più parte di questo mondo e prima di andare credo che vi vogliate salutare!" fece una breve pausa e continuò "Mi dispiace Faramir ma non posso continuare ad ospitarla, rischierei la pazzia."
"Non ti avrei mai chiesto una cosa simile, Anemoee." la rassicurò lui.
"Lo so, ma mi spiace comunque per la tua perdita, mi spiace per lei, meritava di vivere ancora a lungo al tuo fianco!"
"Ci stai facendo un dono che pochi sono in grado di poter ricevere, la possibilità di salutarci un'ultima volta, per questo te ne sarà eternamente grato!"
Anemoee non disse nulla, ma lasciò semplicemente scivolare il controllo che manteneva sulla sua coscienza e sulla presenza di Éowyn per darle le possibilità di riemergere.
"Faramir..." la voce di Éowyn uscì dalle labbra di Anemoee.
"Éowyn, spero che riuscirai a perdonare le mie mancanze nei tuoi confronti, se fossi stato presente, forse tu saresti ancora qui accanto a me!"
"Non ti crucciar amore mio, la colpa della mia morte non ricade sulle tue spalle, ma su quelle dell'uomo che avete lasciato andare, che Anemoee prima o poi ucciderà per me!A quanto pare questa donna quando si mette in testa una cosa, o la promette a qualcuno farà di tutto per mantenere il suo proposito o la sua promessa!" disse mentre si avvicinava a lui e gli accarezzava una guancia. "Credo che se vi sarà permesso dagli aventi futuri di stare accanto, lei ti renderà felice, come non ho potuto fare io!"
"Éowyn, io non so che dire, se non che mi manchi terribilmente e che non so come affrontare l'argomento Anemoee, mi sembra assai strano, parlare con te di lei che sei nel suo corpo..."
"Allora sappi che lei sta dicendo di smetterla di parlare di lei e di affrontare l'argomento saluti, perchè il tempo stringe e dovete tornare da Aragorn." Éowyn fece una pausa come se ascoltasse qualcosa, " Effettivamente trovo che sia una persona con grandi qualità, ma dubito che la pazienza sia tra le sue doti più spiccate!"
Faramir non pote far meno di sorridere a quelle parole, perchè gli riportarono alla mente, tanti discorsi scherzosi fatti con la moglie quando era al sua fianco e perchè condivideva con lei quanto appena affermato.
"Non potendo dilungarsi ancora, è giunta quindi l'ora dell'ultimo saluto, moglie mia, sappi che sarai sempre nel mio cuore, che ti amerò per sempre con la stessa forze e dolcezza di quando ti vidi la prima volta." disse Faramir prendendo tra le sue la mani di Anemoee.
"Vivi il tempo che ancora ti aspetta con serenità, marito mio, ci incontreremo nuovamente alla fine dei giorni, per rinnovare il nostro amore! Addio Faramir, rendi felice questa donna come hai reso felice me per il poco tempo che ci è stato concesso!"
"Addio a te Éowyn!" disse poi vide gli occhi di Anemoee chiudersi e riuscì a prenderla prima che cadesse a terra.
"E' andata via..." disse con un filo di voce, Anemoee di nuovo padrona del proprio corpo.
"Lo so, ora torniamo a casa!" Ormai per Faramir, Emyn Arnen non lo era più, Minas Tirish era tornata a essere casa sua, al fianco del suo Re e di Anemoee.
Le ombre si erano fatte lunghe, il sole stava tramontando, decisero quindi; per quanto breve fosse il tragitto, che era meglio viaggiare con la luce del giorno, senza contare che Anemoee aveva bisogno di qualche ora di riposo, l'esperienza con Éowyn le aveva prosciugato le forze.
lunedì 23 marzo 2009
60 - L' ultimo saluto.
venerdì 20 marzo 2009
59 - Una difficile prova!
Chiarito il concetto alla sua ospite, Anemoee si avviò verso le celle, il volto impassibile, lo sguardo severo che tanto la faceva somigliare al fratello, tanto che quando il prigioniero la vide entrare nella penombra si alzò in piedi di scatto, sulle sue labbra si formulò chiaramente la parola "Sire", ma poi guardandola meglio si rese conto che in effetti non era Re Elessar, ma doveva la donna di cui aveva già sentito parlare, la sorella del Re.
Bartnel rilassò lievemente le spalle, si stampò sulla faccia un sorriso accondiscendente, sapeva di avere un buon ascendente sulle donne, si sentiva un po' più sicuro sapendo di non doversi confrontare nè con Faramir nè con il suo Re.
"Mia Signora, è un piacere conoscerla, anche se in questa situazione incresciosa, in effetti non capisco perchè sono stato messo in cella! Rotgar non ha voluto darmi spiegazioni!" disse con la voce più suadente che riuscisse a trovare, con un sorriso che avrebbe dovuto essere ammaliatore.
Non ottene risposta alla sue parola, vide solamente la donna avvicinarsi di più alle sbarre, ora vedendola meglio poteva chiaramente distinguere sia le somiglianza, che le differenze fisiche che la contrapponevano a Sire Elessar, gli occhi neri, spiccavano sulla sua pelle decisamente più scura di quella del fratello, forse leggermente più bassa, ma le spalle e il fisico erano più adatte ad un guerriero che ad una donna, o almeno a quelle che conosceva lui, era questo l'aspetto che lo aveva portato a scambiarla per il Re di Gondor.
Tornando poi a guardarla in viso, ora non si sentiva più tanto rassicurato dal fatto di trovarsi davanti a lei.
"Mia Signora, potete spiegarmi perchè mi trovo rinchiuso qua dentro?" chiese, la sua voce aveva perso un po' sicurezza di prima.
"Sai benissimo perchè sei qui Bartnel!" si limitò a dire Anemoee.
Un brivido gelido percorse la schiena dell'uomo, ormai era sicuro di trovarsi di fronte a colei che avrebbe spezzato la sua vita.
"Non capisco Mia signora!" cercò di continuare a tergiversare.
"Cosa hai provato quando l'hai vista cadere?" chiese Anemoee a bassa voce.
"Io non so..."
"Cosa hai avuto in ricompensa per aver ucciso una donna inerme??" continuò ignorando le sue proteste, si avvicinò ancora alla cella, ne aprì la porta ed entrò avvicinandosi sempre più all'uomo che aveva davanti, che iniziò a indietreggiare.
"Cosa ti ha promesso il tuo padrone, Embaras il Rosso, per tradire il tuo popolo??"
La sorpresa su volto dell'uomo fu tale, che se Anemoee avesse avuto dei dubbi sulla sua colpevolezza, essa l'avrebbe cancellata del tutto.
"Come minimo ti avrà promesso molte ricchezze, chissà, forse un posto di comando; magari proprio questa fortezza, magari proprio il posto del tuo diretto signore, Sire Faramir!" Ora Barntel era con le spalle al muro, Anemoee gli stava di fronte a pochi centimetri da lui, ancora una volta lesse la verità sul volto dell'uomo, " Mi sembra una ricompensa decisamente troppo grande per quel che po' che hai fatto fino ad ora!" Si allontanò da lui girandogli le spalle, la mano destra sull'elsa del pugnale, la sinistra su quello di Neralama."Il tuo padrone sembra essere molto generoso!"
Bartnel che tirò un lieve sospiro di sollievo quando la vide allontanarsi, rimase comunque immobile, certo che lei non avesse finito, incapace di reagire in un qualsiasi modo, quella che aveva di fronte non era solo una donna, era molto di più.
"Ora dimmi Bartnel." continuò Anemoee girandosi su se stessa, tornando a fissare l'uomo, "Secondo te cosa offrirebbe Embaras a me se sapesse che ho intenzione di tradire mio fratello?" chiese mortalmente seria, senza rilevare la minima esitazione, anche se in realtà ad Anemoee costò molto pronunciare quella frase! Tutta quella messa in scena per lei era terribilmente difficile, lei che non approvava la menzogna e la falsità!
A quelle parole Bartnel spalancò letteralmente la bocca sbigottito!
"Voi non fareste mai una cosa simile, tutti dicono che siete fatta della stessa pasta di vostro fratello!!""
Anemoee scoppiò in una sonora risata, che però suonava assai sarcastica!
"Abbiamo le stesso sangue; sì, ma la pasta è ben diversa!!"Il tono di Anemoee era diventato quasi sprezzante, dentro di lei si chiese coma riuscisse a mentire così facilmente, come riuscisse a dire quelle cose, riuscendo a essere secondo lei decisamente credibile."Io sono un'Amazzone! Una Guerriera che averebbe potuto aspirare al trono, o meglio lo avrei avuto di sicuro, visto che ero la guerriera più forte in circolazione, invece vengo esiliata in questo posto, freddo, umido, dove se mi andava male sarei stata costretta a rubare per rimanere in vita, o per come è andata a essere la sorella del Re!!!" Con una mossa fulminea che sorprese talmente Bartnel da non permettergli neanche di aprire bocca, Anemoee estrasse il suo coltello elfico, prese l'uomo per il colletto e lo sbatte contro il muro, con la lama ricurva che gli puntava alla gola.
"E ora tu, sarai la mia carta vincente nella Terra di Mezzo, ora tu, misero uomo, andrai dal tuo padrone e gli direi che io sono disposta a trattare con lui, se ha qualcosa da offrimi che valga la pena di essere preso in considerazione!" diede un lieve strattone all'uomo, facendogli stillare qualche goccia di sangue, "Ovvio che se ora continui a negare il tuo coinvolgimento con Embaras e con la morte di Lady Éowyn, tu non mi servi a nulla, quindi ti taglierò la gola seduta stante!!" disse quasi sorridendo come se già assaporasse il piacere di farlo, questo non fu del tutto una finzione, in quanto Anemoee moriva realmente dalla voglia di uccidere quell'uomo, come non le era mai capitato prima, per quello che aveva fatto a Faramir e poi perchè la sua morte avrebbe interrotto quella farsa, che le costava più di quanto avesse pensato essere possibile.
"No no aspetta, io posso fare quello che mi chiedi, sono un servo di Embaras il rosso e so dove trovarlo!"
"E' strano come una lama affilata sciolga la lingua!!" disse Anemoee lasciandolo andare,"Molto bene allora va da lui e digli che gli voglio parlare, fammi sapere dove e quando lo potrò incontrare! Mi troverai a Minas Tirish!" fece una pausa, come per sottolineare la sua posizione con quelle parole. " E per avere una idea del mio potere, guarda bene chi incontrerai uscendo di qui e sappi che lui sa di te!"
Bartnel si sistemò il colletto, cercando di darsi di nuovo un contegno, ora sapeva che ne sarebbe uscito vivo, la cosa lo aveva rincuorato parecchio, quella donna per quanto pericolosa aveva bisogno di lui e la cosa gli dava di nuovo potere!!
"Ti farò sapere dove e quando, se il mio padrone deciderà di incontrarti." disse con voce altezzosa.
"Oh.. lo farà vedrei!!" disse sorridendo, l'uomo si voltò per uscire, ma Anemoee lo fermò chiamandolo, "Bartnel, un'ultima cosa..." tornò a guardala, "La prossima volta che ci incontreremo tu morirai! Se ci tieni alla tua vita non apparire mai più al mio cospetto!"
"E questa cosa sarebbe una minaccia??" chiese lui incredulo della sfrontatezza di quella donna.
"Nessuna minaccia, ma un semplice dato di fatto, sei un morto che cammina, il sottile filo che ti lega ancora alla tua miserabile vita si spezzerà se incrocerai nuovamente il mio cammino, starà a te fare in modo che ciò non accada!! E ora sparisci dalla mia vista, o potrei decidere di trovare un altro metodo per cercare Embaras!" L'uomo non se lo fece ripetere due volte, uscì velocemente dalla celle, solo per andare a sbattere contro qualcuno appena fuori, fece un passo indietro per capire chi fosse e si ritrovò davanti a Faramir.
Si allontanò immediatamente da lui, spaventato, nonostante l'avvertimento di Anemoee che avrebbe trovato qualcuno fuori, non si era aspettato Sire Faramir.
"Sire..."
"Non parlare con me! Tu per me sei già morto!" disse Faramir, guardava l'uomo senza tradire il minimo sentimento, "Fai solo in modo che il messaggio arrivi a Embaras, facendogli sapere che io sarò con Anemoee, come compagno e che la sosterrò qualsiasi cosa ella deciderà di fare!" detto quello entrò nelle prigioni senza più degnare di uno sguardo l'uomo che si dileguò nel buio!
martedì 17 marzo 2009
58 - La trama incomincia a prender forma!!
Faramir e Anemoee attesero ancora qualche minuto, che ella si riprendesse del tutto dall'esperienza non troppo esaltante di morire insieme a Éowyn, quando si sentì pronta si avviarono verso le prigioni.
"Lo sai che Aragorn non sarà felice di ciò che hai in mente!" disse Faramir serio, mentre camminavano.
"Lo so, ma se ho convinto te, che la mia idea sia la cosa migliore da fare, o quanto meno l’unica possibile, al momento, tanto da coinvolgerti personalmente, credo che riuscirò a convincere anche Aragorn." rispose lei, seria quanto lui, ma poi cercandone lo sguardo, si accorse che egli si era fermato.
Lo guardò con aria interrogativa, non capendo il motivo del suo arresto, si guardò anche intorno in cerca di un eventuale pericolo.
"Pensi che ti avrei lasciato andare da sola?" chiese alla fine lui, senza tanti preamboli.
"L'idea era quella." rispose lei con sincerità, "Non avevo nessuna intenzione di trascinare qualcuno nell' impresa, in cui sto per cacciarmi, men che meno te, ma se devo essere del tutto onesta, sono felice che tu approvi! Sopratutto sono felice che tu abbia deciso di unirti a me in questa, è inutile negarlo, pazzia.” Fece una breve pausa, cercando le parole giuste per continuare. “Per quanto possa apparire senza paura e pronta ad affrontare qualsiasi cosa con il sorrido sulle labbra, anche io ho dei dubbi e la l’idea di morire, oltretutto sola, tra i nostri nemici, non mi alletta di più di tanto.”
Anemoee fece una pausa, per cercare le parole giuste per continuare con quel che aveva ancora da dire, e lui consapevole di questo attese in silenzio.
“Mi sono resa conto, da quando siete tutti diventanti parte integrante della mia vita, che avere l'appoggio e l’approvazione, delle persone che stimo, che amo, è diventato piuttosto importante per me, più di quanto avrei mai pensato fosse possibile.” finì di dire, con la sua solita decisione.
“Lo capisco, io ho cercato invano quella di mio padre, senza mai trovarla!” disse con tono amaro Faramir, capiva esattamente come si sentiva Anemoee in quel momento, era pronto a seguirla in campo al mondo, come avrebbe seguito Aragorn ovunque egli lo avesse guidato, anche se questo comportava rimandare la propria vendetta, ma aveva compreso il piano di Anemoee, ora rispettava anche l'arguzia dell'idea avuta per quanto pericolosa.
Anemoee di istinto lo abbracciò, ignorando chiunque potesse passare li accanto in quel momento, poteva leggere la sofferenza in quell'animo gentile, che ormai amava così profondamente.
"Non potrò mai ringraziare Anear, per avermi dato la possibilità di vivere questi momenti accanto a te!" aggiunse Anemoee mentre si scioglieva dall' abbraccio. " Di avermi dato la possibilità di conoscere, servire e amare, la mia famiglia, la mia terra!"
"Ti ha semplicemente rimesso al posto che ti compete, cosa che aveva promesso di fare!" le sorrise lievemente Faramir, mentre anche egli ringraziava mentalmente l'Amazzone.
Anemoee annuì, poi il suo viso tornò serio, privato nuovamente di ogni emozione, aveva un incontro da affrontare, non poteva rimandare oltre.
"Andiamo il traditore ci aspetta, senza sapere che presto sarà nostro alleato!"
Senza dirsi altro arrivarono direttamente alle prigioni, Anemoee fece allontanare gli uomini che aveva lasciato di guardia.
"Allora siamo d'accordo?" chiese Anemoee a Faramir, che si limitò ad annuire, incrociò le braccia al petto e si appoggiò al muro esterno della cella.
"Aspetto qui." Anemoee chinò leggermente il capo, in segno di ringraziamento ed entrò nelle prigioni, era pronta ad affrontare l'uomo, sperando che Éowyn, stranamente silenziosa, non intervenisse nella sua mente al momento sbagliato.
Il solo fatto di aver pensato a lei evidentemente la richiamò.
"Quella che hai in mente è una pazzia, e trascinerai con te anche Faramir!" disse la voce di Éowyn nella sua testa.
"So che sarà pericoloso, ma dobbiamo sapere esattamente con chi abbiamo a che fare!" disse a voce bassa.
"Ci sono altri modi!" protestò lo spirito ancora ospite di Anemoee.
"Che non sono abbastanza veloci però! Non possiamo permetterci di tardare un solo momento, loro ci hanno già attaccato, incominciando proprio da te! Avevano un elemento a così alto livello da risultare insospettabile, ed arrivare ad uccidere la moglie del nostro Sovrintendente!! Non oso neanche pensare chi poterebbero avere dalla loro parte a Minas Tirish." Ora stringeva i pugni con rabbia, aveva quasi ringhiato le ultime parole, nonostante avesse mantenuto un basso volume della voce, poi rilassò le mani, prese un lungo respiro e aggiunse con voce più calma. "E ora se permettete Lady Éowyn ho un lavoro da compiere, che a te piaccia o meno lo porterò a termine anche se questo dovesse costare la mia vita o quella di Faramir, sono disposta a rischiare ogni cosa abbia importanza per me, per riuscire a capire chi abbiamo davanti e riuscire ad infiltrarci tra le loro fila!!"
lunedì 8 settembre 2008
57 - Un nuovo piano!
Furono attimi lunghi come anni, quelli in cui la vita di Anemoee rimase sospesa, poi con uno scatto improvviso ella si rialzò a sedere, prima di crollare a carponi sul pavimento della stanza, tossendo con i polmoni in cerca di aria, aveva visto tante volte la morte in faccia nella sua vita, ma mai da così vicino, il dolore, l'orrore, la perdita, provate da Éowyn nel volo vero la fine, erano ancora ben stampate nella mente dell'amazzone.
Non sentì nemmeno bussare alla porta, non vide entrare Faramir, che vedendola così le si precipitò accanto.
"Anemoee! Anemoee che cosa ti succede?" chiese preoccupato, dal volto cereo e sudato dell'amazzone e la faticosità con cui respirava, le si avvicinò aiutandola a rialzarsi da terra e a stendersi sul letto, la guardava senza sapere cosa fare per aiutarla.
"Sto... sto bene.. credo..." riuscì alla fine a dire Anemoee, incespicando sulle parole, "Ora so esattamente cosa è successo a tua moglie!" aggiunse quando riuscì a riprendere un respiro regolare.
Faramir leggermente tranquillizzato sulla salute della donna, valutò attentamente quanto detto da essa.
"Lo hai visto? Hai visto che le è accaduto per questo sei stata male?"
"Più o meno, lei me lo ha fatto vivere, dall'inizio alla fine." disse, si alzò quindi dal letto, iniziando a muoversi per la stanza cercando di riprendersi il più velocemente possibile.
"Sai chi è stato allora?" chiese Faramir, guardandola con la speranza negli occhi.
"Non sei passato da Rotgar vero?" chiese Anemoee felice che non avesse dovuto verificare per chi era la lealtà dell'uomo di Gondor che aveva messo a guardia del prigioniero.
"No, perchè? Avrei dovuto?" l'uomo la guardò ora quasi con fare sospettoso e dopo un attimo aggiunse, "Lo hai già preso!" non era una domanda, ma un'affermazione sicura, si rigirò immediatamente su se stesso, avviandosi verso la porta, ma Anemoee, anche se ancora un po' annebbiata dall'esperienza appena vissuta, fu più veloce e si frammise fra lui e l'uscita.
"Ora Faramir è il momento di ragionare con la mente, e non con il cuore." gli disse appoggiandogli una mano sul petto.
"Lasciami passare!" intimò egli.
"No!" fu la risposta di Anemoee, "Prima dobbiamo parlare, io ho rischiato la vita e peggio ancora la pazzia, per arrivare a capo di questa situazione, ora tu mi ascolterai e sentirai quanto ho in mente, questo me lo devi!"
La risposta di Faramir si fece attendere al lungo, stava valutando la donna che aveva di fronte, ne conosceva già la forza, la leatà e l'onore, sapeva che quanto aveva da dirgli non gli sarebbe piaciuto; per niente, ma sapeva anche che qualunque cosa ella facesse o avesse in mente di fare, lo avrebbe fatto pensando alle ripercussione che ciò avrebbe potuto avere sulla guerra che si prospettava alle porte.
Strinse i pugni, tirò un profondo respiro e andò quindi a sedersi sul letto.
"Ti ascolto..." disse solo.
"Bene!" Anemoee non se lo fece ripetere due volte andò a sedersi di fronte sul pavimento e iniziò a spiegare il suo piano.
Quando ella ebbe terminato di parlare la risposta di Faramir non si fece attendere a lungo questa volta.
"NO!" disse scuotendo energicamente la testa."Non mi piace!"
"Questo lo sapevo già ancora prima di dirtelo, ma ti prometto che egli pagherà per ciò..."
"Non è solo per quello!!" la interruppe lui, "E' troppo pericoloso... per te!"
"Pensaci, è l'unico modo per scoprire qualcosa... " insistette Anemoee.
"Ci sto pensando... e più ci penso più la cosa non mi piace!!" disse risoluto Faramir, "Non permetterò che tu faccia una pazzia del genere... non da sola almeno!"
"E chi pensi che verrebbe con me??" chiese guardandolo quasi implorante, sapeva che quello che proponeva era una cosa pericolosa, al limite del possibile, ma le sembra anche sensato tentare comunque, l'unico modo per avvicinarsi al nemico e carpirne i segreti e i movimenti.
"Io verrò con te!" disse deciso lui alzandosi dal letto, "O così, " interruppe sul nascere le proteste di Anemoee, "O non ti sosterrò!"
Anemoee sapeva bene di avere bisogno di avere il suo sostegno, sia con Aragorn, sia nella prova che l'attendeva da li a qualche minuto.
"E sia, andremo insieme! Ma non potremo portare nessun altro!"
giovedì 4 settembre 2008
56- E' un po' come morire!
Alla fine, Anemoee e i suoi uomini, trovarono ciò che cercavano in uno dei cortili, ella riconobbe il viso dell'uomo che martellava i ricordi si Éowyn mentre egli parlava con alcuni contadini, a vederlo così le parve innuquo, ma ebbe la certezza che era lui, quando un'altro grido, questa volta di angoscia le lacerò nuovamente la mente.
"La vuoi smettere di gridarmi nella testa!" disse piano per non farsi sentire dagli uomini che l'accompagnavano, sapeva che quell'aspetto della situazione poteva farla passare per qualcuno con qualcosa che non andava propriamente nella giusta direzione.
"E' lui!" parlò nuovamente Éowyn, questa volta più piano.
"Lo avevo capito!" mugugnò Anemoee, poi a voce più alta, ma sempre trattenuta, "Rotgar, è lui quello alto e magro! Sai chi è?"
"Mia Signora ne è sicura?" chiese Rotgar guardando l'uomo che ora dava loro le spalle.
"Sì, ne sono più che certa, allora sai chi è?" chiese con un tono che non ammetteva altre risposte che non fossero quelle alla sua domanda.
"Sì, lo conosco, è Bartnel, qui è secondo solo a Sire Faramir, colui che ne fa le veci quando egli manca da Emyn Arnen." disse greve Rotgar.
"Questa non è affatto una buona notizia." disse Anemoee, "Procediamo come concordato, io vi raggiungerò alle celle, più tardi."
"Sì Mia Signora!" dissero all'unisono Rotgar e Sarin.
"Un'ultima cosa, se Sire Faramir dovesse presentarsi alle celle, quando io non sarò ancora arrivata, mandatelo da me, gli devo spiegare alcune cose prima che possa incontrare quell'uomo!"
I due uomini annuirono quindi si avviarono verso Bartnel, Anemoee dal canto suo si esclissò
Arrivata nella sua stanza Anemoee si sedette sul letto, preparandosi ad una nuova chiacchierata
"Ora con calma, vuoi dirmi esattamente come è andata sulla torre?" chiese a voce normale, non riusciva a capire se Éowyn fosse ancora furiosa, ma il fatto che finalmente avessero trovato il colpevole di ciò che le era accaduto poteva averla calmata, di certo non lo avrebbe fatto l'idea che stava germogliando nella sua testa, per usare l'uomo a suo favore.
Nessuna risposta provenne dall'ospite.
"Sì, lo ammetto mi piace Faramir, prima di conoscerlo non sapevo nemmeno cosa volesse dire farsi piacere un uomo. Mi dispiace che questo di faccia stare male, ma Éowyn, tu sei morta, non poi tenere Faramir ancora legato a te, si sente in colpa per quanto ti è capitato, perchè non ti ha protetto come avrebbe dovuto, ora poi che ha quasi la certezza che sei stata uccisa, si sente ancora peggio! Lui ti ama ancora, anche se non sei più con lui, ti amerà sempre, io non potrò prendere il tuo posto. MAI! Perchè tu sei stata la prima, niente e nessuno potrà prendere il tuo posto! Ma ora tu mi devi aiutare a inchiodare quell'uomo!"
Ad un certo punto senza una risposta si ritrovò a vedere gli scalini della torre, che aveva percorso poco prima con le sue gambe, mentre sotto le mani sentiva ancora il copriletto su cui era seduta, strinse forte le mani tanto che le nocche le divennero bianche, ma la visione non si allontanò, gli scalini volavano sotto di sè come se stesse correndo a perdifiato su per la salita. Alla fine arrivò alla porta e la spalancò e lo vide, l'uomo che le avevano indicato come Bartnel e le stava davanti sorridendo.
"NO...." cercò di dire Anemoee, ma la visione prosegui come se lei fosse uscita dall'antro delle scale.
"Mia Signora Éowyn, venite a vedere Sire Faramir che torna da voi!!" disse l'uomo con fare, che Anemoee, non poté definire tra se, sospetto e viscido al tempo stesso.
Ora capiva anche cosa stava accadendo, Éowyn aveva deciso di non raccontargli quanto accaduto, ma di farglielo rivivere direttamente nei suoi ricordi.
"Ditemi Bartnel, sta finalmente tornando?" chiese la donna, con voce speranzosa.
"Sì Mia Signora!" disse servilmente l'uomo, "Guardate voi stessa là verso la piana che ci separa da Minas Tirish, quello è Sire Faramir con la sua scorta"
Éowyn doveva essersi appoggiata al parapetto della torre, perchè Anemoee ora poteva vedere tutta la piana, fino alle bianche torri, ma non vide traccia di cavalieri.
"Dove Bartnel? Io non vedo nulla!" chiese voltandosi verso l'uomo, che si ritrovò molto vicino, "Che fate Bartnel?" chiese ora Éowyn, preoccupata, ma nulla la poteva preparare a quanto sarebbe accaduto, nulla perchè Sire Faramir, suo marito e grande conoscitore di uomini e dei loro caratteri, si fidava di Bartnel.
"Mi dispiace, che la nuova guerra debba incominciare proprio da te bella Éowyn." disse l'uomo passandole due dita sulla guancia.
"Bartnel che vi prende?" chiese Éowyn cercando si scostarsi da lui, ma egli non le diede modo di farlo, l'afferrò con le mani per la vita e la sollevò da terra come se non pesasse nulla, in pochi attimi, Éowyn si ritrovò sospesa nel vuoto, in un ultimo disperato tentativo si aggrappò con tutte le sue forze alle spalle dell'uomo affondando le unghie della mano destra nella spalla sinistra dell'uomo, fino a farne uscire il sangue.
Bartnel era alto e magro, ma era decisamente più forte della donna, si liberò della prese in un attimo, anche se questa lascio tre lunghi graffi.
"Addio mia bella Signora!" e la lasciò cadere nel vuoto, senza sporgersi più del necessario, per non farsi scorgersi dal basso.
Éowyn precipitò verso terra, e Anemoee con lei, che seduta sul letto vide la terra avvicinarsi velocemente verso di lei, cercò di sganciarsi dai ricordi di Éowyn, ma don un ultimo respiro si ritrovò a pochi centimetri da terra, mentre il suo corpo reale cadeva immobile sul letto, le mani rilasciarono la presa sul compriletto e lei parve non respirare più.
Comunicazione di servizio
Rieccomi qua, sono di nuovo pronta a proseguire con le avventure di Anemoee, le pubblicazioni non saranno regolari, perchè per me questo periodo(settembre e ottobre) è abbastanza impegnativo dal punto lavorativo, (leggi vendemmia!!) ma cercherò di fare del mio meglio!! Buona lettura!
lunedì 30 giugno 2008
55 - Alla ricerca del traditore
Uscendo dalla sua stanza, Anemoee vide un paio degli uomini di scorta che li avevano accompagnati fino a lì, che stavano di guardia poco lontano.
"Rogtar, sai dove si trova Sire Faramir?" chiese Anemoee al più vicino.
"E' uscito a cavallo con Berengord e altri tre dei nostri." disse l'uomo.
Bene, pensò Anemoee, era sicuramente meglio se lui non fosse stato nei paraggi quando avrebbe trovato l'uomo, sapeva che Faramir era un uomo ligio al dovere, ma non era sicura di come avrebbe reagito trovandosi davanti all'uomo che aveva ucciso sua moglie, dopo più di un anno di sensi di colpa ora scopriva la realtà, lei di sicuro avrebbe reagito nel modo peggiore.
"Molto bene! Rogtar, Sarin venite con me, abbiamo un uomo da catturare ed imprigionare, lui non si aspetta niente di tutto questo, quindi cerchiamo di non metterlo sull'avviso e forse tutto andrà come previsto."
"Mia Signora posso chiedere chi è quest'uomo?" chiese Sarin, "Conosciamo quasi tutti qui, quanto meno di nome, faremo prima a trovarlo!" Non chiese perchè dovevano trovarlo e catturarlo, non ce n'era bisogno, sapevano esattamente cosa erano venuti a scoprire lì, si fidavano di Anemoee, come se fosse il loro Re in persona, prima perchè il loro Re si era fidata di lei, poi conoscendola e vedendola nella piazza dell'Albero Bianco, avevano scoperto che oltre a essere la sorella del Re, era fatta decisamente della stessa pasta, come non amare una persona del genere?
"Quando lo vedrò te lo indicherò!" si limitò a dire Anemoee, certo andarsene in giro per la residenza a guardare in faccia tutte le persone che incontravano non era proprio la migliore delle strategie, però aveva solo un viso in mente, niente di più, doveva lavorare su quello.
"Voi conoscete questo posto ditemi più o meno come è fatto?"
"Le mura che abbiamo attraversato entrando,circondano tutto il promontorio, dentro in pratica è racchiuso un piccolo villaggio, certo ora molti sono tornati nella campagne, da dove erano fuggiti per via della Guerra, la torre su cui siete saliti è nell'angolo a Nord, dove ci troviamo ora è il corpo centrale, dove c'è la residenza che Sire Faramir condivideva con Dama Éowyn, come vedete ogni porta delle camere da all'esterno non su un corridoio, credo sia stata fatto così per motivi strategici!" disse Rotgar.
"Sì, le varie camere circondando la sala da pranzo, che diventava anche sala delle udienza, e sopra di essa è stata costruita la residenza privata del Signore di Emyn Arnen, degli abbaini portano luce nella sala, ma è comunque molto buia, un grande cortile circonda il corpo principale, oltre ad esso vi sono le case dei servitori, gli alloggi delle guardie e quelli degli abitanti." aggiunse Sarin.
"E' mezzodì inoltrato, direi di controllare prima di tutto la sala, poi da lì passeremo alle camere che la circondano, bussando ad ognuna, quindi al cortile e alle altre abitazioni, seguendo uno schema circolare che ci porterà dall'interno verso l'esterno." disse Anemoee, almeno così la loro ricerca sarebbe stata fatta con un minimo di criterio e non del tutto casuale.
"Cerchiamo di non insospettire nessuno, se lo incontriamo io ve lo indico, voi andate da lui e gli riferirete che Sire Faramir desidera parlagli, poi lo accompagnerete alle celle e lì lo chiuderete dentro, nessuno lo deve avvicinare tranne me, neanche Sire Faramir, mi garantite che eseguirete anche questo ordine?" chiese Anemoee guardandoli dritti negli occhi, prima uno poi l'altro.
"Se questo è il tuo volere Mia Signora, sarà fatto!" disse Rotgar.
"Faremo ciò che desideri Mia Signora!" fu la risposta di Sarin.
"Molto bene, dovete capire che Sire Faramir, potrebbe agire in modo avventato, per una volta, proprio quando meno ne abbiamo bisogno!" i due uomini annuirono seri. "Forza allora fatemi strada."
Il trio perlustrò di buon passo la sala, trovandola però deserta, evidentemente Faramir non aveva dato istruzioni per il pranzo e nessuno lì sapeva che sarebbe rientrato proprio quel giorno, era chiaro inoltre che quando egli non era a Emyn Arnen nessuno utilizzava quella sala, passarono in rassegna le stanze attorno alla sala e le trovarono per la maggior parte vuote, senza comunque trovare il loro uomo.
Ci fu un attimo di esitazione quando Anemoee ad un certo punto barcollò vistosamente e i due uomini di scorta le si avvicinarono incerti.
"Mia Signora tutto bene?" chiese Rotgar preoccupato, anche perchè gli era parso di vederla parlare da sola.
"Sì sì, tutto a posto, solo un lieve capogiro!!" disse Anemoee a denti stretti, in realtà non era stato un capo giro, ma una voce le aveva urlato nella mente qualcosa del tipo "HAI BACIATO MIO MARITO!!!" colta di sorpresa dal fatto che Éowyn riuscisse a urlargli nella mente, le aveva risposto a voce più o meno normale. "Già, ma lui non è più tuo marito!!Tu sei morta!!" la voce dello spirito si era zittita, lasciando Anemoee di nuovo tranquilla, con la speranza che scavando nei suoi ricordi la portasse a trovare cose più importanti del fatto che lei avesse baciato Faramir, che la inducesse a decidere di aiutarla più di quanto fatto fino a quel momento.